giovedì 25 settembre 2014

MEDIOEVO E FEUDALESIMO

IL MEDIOEVO

Medioevo Età intermedia tra l’antica e la moderna. Secondo l’accezione più diffusa è il periodo compreso fra la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476) e la scoperta dell’America (1492).
 
Nel corso del Medioevo parallelamente alla funzione politica della chiesa si sviluppa il sistema feudale, cioè si configura un modello di stato feudale caratterizzato non a caso dalla presenza di un potere centrale debolissimo, rispetto invece alla forza dei poteri locali. Si creano singoli organismi politici nella persona di una miriade di feudatari, cioè di grandi signori appartenenti alle famiglie aristocratiche (coloro che si accaparrano più terre e acquisiscono potere). Essi a loro volta, nel sistema feudale, per poter gestire territori più ampi, cedono terreni in cambio di benefici (il rapporto di fedeltà).
La struttura sociale
Come conseguenza fondamentale della frammentazione politica, nel Medioevo esiste una società gerarchizzata, in cui si delineano precisi confini sociali, in cui i vari ceti sociali sono delle vere e proprie caste chiuse. La società era pure statica, cioè non c’era apertura sociale. Le classi sociali erano: l’aristocrazia terriera (di origine guerriera), i contadini (destinati alla produzione dei beni materiali), i ministeriales (svolgevano le funzioni amministrative, ad litteram, dal signore) e i servi (tra cui quelli della gleba). Era convinzione comune che questa suddivisione sociale riflettesse il disegno provvidenziale di Dio, infatti tutti ritenevano che Dio stesso avesse diviso la società in tre parti: l’ordo dei bellatores (i guerrieri), oratores (sacerdoti) e laboratores (contadini e artigiani). Quindi la disuguaglianza sociale era considerata come un principio giusto, voluto da Dio per garantire l’ordine e il mutuo soccorso. Passare da una categoria a un’altra era impossibile.
La struttura economica
Nell’Alto Medioevo si registra una grave crisi economica. Il primo fattore spia è un notevolissimo calo demografico, dovuto alle invasioni, agli scontri, alle carestie e all’impoverimento delle risorse della terra. Si arresta il flusso dei commerci e pertanto l’economia è di pura sussistenza. A malapena è sufficiente il produrre ciò che si consuma. Le conseguenze della fine dei commerci sono un ritorno al baratto e un degrado progressivo dei contadini che svolgono onerose corvées. La situazione ha però una svolta con un nuovo impulso di conoscenze tecniche: intorno al Mille, quando si allentano le conquiste: più benessere, più prodotti, nuove invenzioni (tra cui l’aratro pesante, che sostituisce quello leggero, e il giogo). Con l’aumento della produzione agricola si ritorna dall’economia di sussistenza al commercio per mare e per terra e questo determina la ripresa della vita urbana.
La mentalità e la visione del mondo
Va sottolineata l’affermazione di una visione provvidenzialistica della realtà e della storia. Il mondo è considerato come una realtà immutabile, statica come la società ed è sostanzialmente accettato così come è, senza pretesa di grandi cambiamenti in quanto si ritiene che sia un ordine voluto da Dio e pertanto non ci sono tentativi rivoluzionari.
Un altro concetto importante è l’idea dell’universalità dell’ordine divino, cioè, riguarda tutto il mondo e per garantirne la sopravvivenza e la protezione si individuano due istituzioni che per loro natura hanno un valore universalistico: l’impero e la chiesa. L’impero è preposto a garantire la beatitudine in terra. La chiesa deve garantire la beatitudine dell’aldilà.

Feudalesimo

Il feudalesimo è un forma di organizzazione politica del territorio e di strutturazione economica della società che segna il periodo storico successivo alla caduta dell’Impero Romano e precede lo sviluppo della borghesia artigiana e mercantile, che si ha a partire dall'anno Mille in Italia ed in Europa. Le strutture feudali rimangono in vigore nell’Europa occidentale e centrale per tutto il Medioevo e nei primi tre secoli dell’Età Moderna, anche se in misura via via minore. Nell'Europa dell'Est le strutture feudali saranno molto più stabili ed in Russia la servitù della gleba sarà abolita solo nel 1861, a testimonianza del permanere di vincoli personali persistenti sul ceto contadino. Il feudalesimo come fenomeno storico, pur connotandosi come fenomeno di lungo periodo, ha la sua fase di più intensa e massiccia diffusione nel periodo che va dai secoli IX e XIII, ma elementi di tipo feudale si riscontrano anche prima e dopo questi termini. Infatti, già al tempo dell’Impero Romano, esisteva la “villa fortificata”, che era una sorta di dimora e di azienda agricola autosufficiente, sorta di anticipazione del sistema curtense tipico del feudalesimo. La nascita e la diffusione di tale struttura va di pari passo con la decadenza delle città e con la progressiva autonomia territoriale dell'aristocrazia romana, che, da un certo momento in poi, tende ad organizzarsi sul territorio indipendentemente dai vincoli (fiscali, amministrativi, economici, militari...) posti dallo Stato romano. Al tempo del Sacro Romano Impero (800 d.c), nonostante il tentativo di Carlo Magno di restaurare l'idea imperiale, non vi è più un’organizzazione politica accentrata e l’unità coincide precariamente con la persona del sovrano, che controlla i marchesi e i conti posti a capo delle circoscrizioni in cui è diviso l’Impero stesso. In altri termini si parla di una federazione di Stati, ciascuno con proprie leggi e istituzioni, tenuta insieme dall’alta autorità di Carlo Magno. Dopo la morte di Carlo l'unità dell'Impero si dissolve e la signoria territoriale (dominatus loci) dei grandi e medi feudatari dà vita al particolarismo feudale, che solo lentamente approderà alla nascita dei primi Stati Nazionali. D’altro canto, però, strutture e soprattutto diritti di tipo feudale (intesi come controllo diretto su un territorio più o meno ampio, con potere di coercizione sui suoi abitanti) rimarranno in vigore anche dopo la nascita dei Comuni nel XII e XIII secolo. Nell’Italia meridionale, al tempo di Federico II, esistono ancora signori feudali, chiamati baroni, il cui potere locale verrà però ridotto, temporaneamente, con le costituzioni melfitane, che tendono a riservare al sovrano tutte le giurisdizioni territoriali. Al Nord molti signori feudali, invece, si inurbano e fanno sentire il loro potere direttamente dal Comune, conservando i loro vecchi diritti sul contado. La fase consolare del Comune coincide appunto con il prevalere di questo elemento aristocratico di origine feudale.
 
 
Il rapporto di dipendenza, detto “vassallaggio”, di chi riceveva il feudo era consacrato mediante il rito di omaggio (dal francese homme, uomo), con il quale il vassallo diventava l' “uomo” del signore.
Era una delle più importanti cerimonie nel Medioevo feudale. Si compiva dinanzi alla corte del Signore e alla sua masnada (da mansionata, casata): impiegati, domestici, armigeri, artigiani. Il vassallo, a mani giunte e ritto di fronte al signore seduto sullo scanno, ne riceveva in segno di fiducia la stretta delle palme delle mani; poi con una mano indicava se stesso, a significare che era l' “uomo” del padrone, e con l’altra indicava la terra affidatagli, dichiarando: «Secondo la mia fede d’ora in poi sarò fedele al mio signore e manterrò verso di lui il mio omaggio senza riserve contro chiunque, in buona fede e senza tradirlo». Dopo il bacio d’amicizia, riceveva i simboli dell’investitura: potevano essere una zolla di terra, una manciata di grano, una lancia, uno stendardo.


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1) In che modo era divisa la società nel Medioevo?
2) Che cosa si intende per "vassallaggio"?
3) Quali erano le due massime istituzioni nel Medioevo?

1 commento:

  1. RISPOSTA: 1) La società nel Medioevo era divisa in tre Ordini: bellatores (i guerrieri), gli oratores (sacerdoti) e i laboratores (contadini e artigiani).
    2) Per "vassallaggio" si intende la forma di rapporto personale, costituito dalla sottomissione di un uomo libero a un signore, a cui venivano assicurati protezione in cambio di fedeltà e di un feudo
    3) Le due massime istituzioni nel Medioevo erano Impero e Papato

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Prof.ssa Angelica Piscitello