sabato 30 maggio 2015

IL SECOLO SEICENTO


IL SEICENTO: NUOVE POTENZE ALLA RIBALTA:
La guerra dei Trent’anni

Il Seicento si aprì con la Guerra dei Trent’anni (1618-1648), un violentissimo conflitto scoppiato in Germania tra cattolici e protestanti. Parteciparono alla guerra le maggiori potenze europee (ad eccezione dell’Inghilterra): da una parte erano schierati la Spagna e l’Impero asburgico, dall’altra la Francia e i Paesi protestanti. La pace di Westfalia (1648) segnò la conclusione della guerra. Di fatto sancì la fine della potenza spagnola in Europa e lo smembramento dell’Impero asburgico.

Italia e Olanda, un destino diverso

La crisi della Spagna si riversò anche sull’Italia, dominata politicamente dagli Spagnoli. Pesanti tasse impedivano lo sviluppo dell’economia, mentre epidemie di peste causarono un forte crollo demografico. Dopo l’indipendenza dalla Spagna (1581), le regioni del Nord dei Paesi Bassi (l’attuale Olanda) conobbero un periodo di grande espansione. Le Compagnie Olandesi fondarono un impero commerciale esteso in tutto il mondo, mentre il porto di Amsterdam divenne il centro finanziario più importante d’Europa.

Due nuove potenze in Europa: Francia e Inghilterra

La Francia, alla morte di Enrico IV, fu governata dal cardinale Richelieu, primo ministro del re Luigi XIII. Richelieu e il suo successore, il cardinale Mazzarino, rafforzarono la monarchia e favorirono lo sviluppo dell’economia. Mazzarino rimase al potere fino al 1661. Alla sua morte salì al trono Luigi XIV (detto il Re Sole), che regnò fino al 1715. Egli inaugurò l’età dell’assolutismo. Per prima cosa risanò le finanze dello Stato e potenziò la flotta francese, riuscendo a fondare nuove colonie e basi commerciali. Promosse, poi, una politica estera aggressiva, combattendo guerre di conquista in Europa.

In Inghilterra, nel Seicento, salirono al potere prima Giacomo I Stuart e poi il figlio Carlo I. Entrambi cercarono di governare senza convocare le due Camere del Parlamento. Carlo I, però, andò oltre e fece arrestare alcuni importanti esponenti della Camera dei Comuni: scoppiò allora la guerra civile (1642-1649). Guidato da Oliver Cromwell, l’esercito del Parlamento sconfisse le truppe di Carlo I, che venne condannato a morte (1649). Cromwell salì al potere e proclamò la repubblica, ma governò come un dittatore. Dopo la sua morte (1658) venne restaurata la monarchia. Prima Carlo II, il nuovo re, e poi Giacomo II, ristabilirono l’assolutismo monarchico. Il parlamento e gli oppositori organizzarono allora un’insurrezione (la Gloriosa rivoluzione): così, nel 1688, Giacomo II fu costretto a fuggire e sul trono salì Guglielmo III d’Orange, che governò insieme alla moglie Maria II.
Società e cultura nel Seicento
 
Il Seicento fu un secolo contraddittorio. Nella scienza si affermarono la teoria eliocentrica di Galileo Galilei e il metodo scientifico sperimentale, mentre in campo artistico si affermò un nuovo stile, chiamato barocco. Dal punto di vista sociale, invece, i poveri o le persone che professavano una diversa religione vennero emarginati, mentre chi era sospettato di diffondere la peste o di compiere azioni malvagie (streghe e maghi) spesso veniva torturato e condannato a morte.
 
ATTIVITA'
Rispondi brevemente alle domande (max 5 righi):
1) Perché Carlo I d'Inghilterra venne condannato a morte?
2) Chi era Oliver Cromwell?
3) In che modo si diffondeva la peste?

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Prof.ssa Angelica Piscitello