domenica 18 novembre 2012

LA COMUNICAZIONE E I SUOI CODICI

LA COMUNICAZIONE E I SUOI CODICI
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La comunicazione e la formazione alla comunicazione sono elementi costitutivi per la crescita e lo sviluppo personale, sociale e culturale dell’individuo. Il percorso, propedeutico per affrontare qualsiasi tipo di studio, comprende l’apprendimento della logica (l’arte di ragionare correttamente), della grammatica (la comprensione della struttura della lingua) e della retorica (l’arte di produrre testi efficaci). Saper pensare per saper comunicare Saper parlare non significa riempirsi la bocca di grandi parole. Anche una persona di scarsa cultura potrebbe saper parlare bene e molte persone di grande cultura parlano malissimo. Non ci riferiamo in questo caso alla grammatica e allo stile oratorio, ma piuttosto all’essenza stessa del linguaggio: la comunicazione. Noi parliamo per trasmettere agli altri il nostro pensiero, i nostri bisogni e desideri, le nostre speranze e aspettative; parliamo per chiedere, per dare, per insegnare, per descrivere i sentimenti, per spiegare un progetto. La parola è un modo diretto per abbracciare o respingere, per essere capiti e per aiutare gli altri a capire. Essa è, o potrebbe essere, una forma di amore, onestà, purezza… verità. Verità. La parola è tale quando esprime una verità. Altrimenti non è comunicazione, ma un suono privo di articolazione armonica. Parlare davvero, significa generare armonia tra pensiero, sentimenti e realtà. Per parlare secondo un ordine veritiero, occorre saper pensare ordinatamente. Lavorare sulla parola, quindi, significa lavorare sulla mente. Una sintesi delle prime regole per imparare a comunicare:
1) Riconoscete e correggete la tendenza a dire il falso e ad essere imprecisi (a meno che non abbiate una consapevole e legittima motivazione per mentire);
2) Scegliete le parole più vicine al senso di ciò che volete esprimere. Accrescete il vostro vocabolario mentale;
3) Imparate a pensare in modo ordinato, usando parole chiare e col migliore italiano di cui siete capaci;
4) Ogni tanto, riproducete nella mente discorsi che create sul momento, senza darvi il tempo di pensare per scegliere le parole. Dovete imparare ad essere rapidi nel pensare, per imparare ad essere fluidi nel parlare.
Applicare queste quattro regole, è la base iniziale per apprendere l’arte di pensare ordinatamente e comunicare con chiarezza. Questa pratica porta a considerevoli cambiamenti in se stessi e nel rapporto con gli altri.
 
ATTIVITA'
Rispondi alle domande:
1) Quali sono gli elementi in gioco della comunicazione?
2) Di che cosa si serve la comunicazione verbale?
3) La comunicazione può essere non verbale?

1 commento:


  1. 1)
    •L’ emittente che è colui che dà origine all’atto comunicativo, cioè trasmette il messaggio;
    •Il destinatario che è colui al quale l’atto comunicativo è destinato, cioè riceve il messaggio;
    •Il messaggio che è l’insieme di informazioni inviate dall’emittente al destinatario;
    •Il codice che è l’insieme di segni , usati per comunicare ;
    •Il canale , detto anche (contato), che è il mezzo fisico usato per la trasmissione del segno dall’emittente al destinatario;
    •Il contesto che è il quadro d’insieme delle informazioni e conoscenze (linguistiche, storiche, culturali e situazionali) che consentono l’esatta comprensione del messaggio.
    2) La comunicazione verbale si serve della voce.
    3) Si , la comunicazione può essere non verbale , per esempio con i gesti o con dei segnali.

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Poiché ho creato questo BLOG per i miei alunni, quindi per fini strettamente didattici, invito i visitatori a non postare commenti, non ne autorizzerei la pubblicazione. GRAZIE!
Prof.ssa Angelica Piscitello