giovedì 15 gennaio 2015

IL DOLCE STIL NOVO


IL DOLCE STIL NOVO

Negli ultimi decenni del 1200, a Firenze, una delle città più all’avanguardia e che sta diventando il centro della cultura italiana, si forma il nucleo più importante di una nuova tendenza poetica, cioè il “dolce stil novo”, con cui la lirica amorosa di stampo provenzale e di ispirazione cortese, tocca la sua fase culminante. I poeti più rappresentativi sono Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Lapo Gianni e Dino Frescobaldi.

Questi poeti si vogliono distaccare dall’impostazione della scuola siciliana e aretina, in particolare polemizzano con Guittone d’Arezzo. Dobbiamo dire anzitutto che si tratta di poeti da una spiccata personalità, tanto che ciascuno ha delle proprie caratteristiche, ma tutti sono accomunati dall’idea di allontanarsi dallo stile guittoniano. Essi vogliono uno stile più limpido e lineare, che viene definito, appunto, dolce. Per continuare ad usare il paragone con la lirica francese, possiamo dire che, mentre Guittone si rifaceva al trobar clus, questi nuovi poeti si rifacevano al trobar leu.

Sul piano dei contenuti, al motivo dell’omaggio feudale del cavaliere alla dama, si sostituisce una visione molto più spiritualizzata della donna amata che, appunto, viene proprio gradualmente esaltata non solo per le sue qualità femminili, ma soprattutto come una figura angelica, come se fosse un angelo in terra. In quanto donna-angelo, la donna diventa dispensatrice, cioè colei che può donare all’uomo la salvezza, e una mediatrice tra Dio e l’uomo: l’amore per la donna diventa la via per arrivare a Dio.
E’ chiaro che facendo della dama una dispensatrice, il poeta si caricava di una grossa responsabilità perché intellettualmente doveva motivare la funzione della dama e quindi questa poesia è molto densa per i contenuti intellettuali, del pensiero; per esempio è una poesia dove non sono rari dei riferimenti di carattere filosofico e teologico.
 
- La nuova concezione della corte e la nobiltà d’animo
Un altro obiettivo di questo gruppo di poeti fu anche quello di sostituire alla realtà della corte reale, che stava alla base della poesia provenzale e siciliana, con un modello di corte tutta “ideale”, in cui si ritrova una cerchia ristretta di “spiriti eletti”, cioè l’idea di ricreare una specie di circolo molto elitario, in cui si distinguono delle teste intelligenti, pensanti, qualitativamente superiori alla massa.
Questa cerchia si contrappone, appunto, al volgo “villano”. Quindi lo stil novo si rivela come espressione dello strato più elevato delle nuove classi dirigenti comunali.

 Naturalmente essi aspiravano a presentarsi come una nuova aristocrazia, non nel senso di nobiltà di sangue, ma una aristocrazia basata sulla qualità dell’ingegno, intellettuale (“altezza di ingegno”, usato da Dante).
Questo nuovo concetto di nobiltà diventa uno dei temi fondamentali del dolce stil novo perché viene ad identificarsi nel tema corrispondente tra amore e gentilezza (nel senso di nobiltà, cioè: sapere amare diventa l’indizio fondamentale della nobiltà d’animo).
 
- L’espressione “dolce stil novo”
Questa formula è stata coniata da Dante nel 24° canto del Purgatorio, in cui Bonagiunta degli Orbicciani chiede a Dante se è lui che “trasse le rime nove”. Bonagiunta fa questa domanda partendo dalla lirica dantesca “Donne c’avete intelletto d’amore”. Dante risponde: “Io sono uno che quando Amore m’ispira, noto, e a quel modo che ditta dentro vo’ significando” (quando l’amore lo ispira, egli lo analizza in base a ciò che gli comunica: il tema che indaga l’animo del poeta è quello dell’amore profondo e complesso). A questa risposta di Dante, Bonagiunta dice che allora comprende bene il “nodo” che trattenne Iacopo da Lentini, Guittone d’Arezzo e lui stesso a non entrare nella cerchia di Dante, cioè a tenersi “al di qua di quel dolce stil novo che io odo”.

Un’altra formula che Dante usa per indicare questa poesia è quella di definire le rime “dolci e leggiadre” (26° canto del Purgatorio); tali aggettivi hanno una connotazione tecnica, stilistica e indicano le caratteristiche di questo stil novo. Precursori di questi poeti è Guido Guinizzelli, con una canzone che è la più illustre e può essere considerata come il “manifesto” di questa tendenza poetica: “Al cor gentil rempaira sempre amore”.

ATTIVITA'
Rispondi brevemente:
1) Esprimi il concetto di "nobiltà" secondo gli stilnovisti;
2) Quali virtù rendono la donna "angelo"?
3) Dove nasce la scuola del "Dolce Stil Novo"? Quando?
4) Quali furono i poeti che la rappresentarono?
5) Perché lo Stile è "Dolce"?

martedì 13 gennaio 2015

SPAZIO APERTO COME UN TWITTER

Cari ragazzi
Apro questo filone del blog per la discussione libera!
Dì la tua, in poche righe (140 caratteri), come un twitter,  per esprimere un’opinione personale o un giudizio critico su una notizia d'attualità, ma anche su argomenti culturali, di studio...
"Come un twitter" ha, come primo scopo didattico, iniziarvi ad organizzare un pensiero completo nella sua essenzialità. Come secondo scopo didattico insegnarvi all'uso di alcuni strumenti tecnologici: tra gli strumenti di word, troverete il conta parole (spazi chiusi o spazi aperti, non importa in questo caso). Selezionando, col tasto sinistro del maus, il vostro pensiero (twitter), scoprirete quanti caratteri avete utilizzato nel brevissimo messaggio, eliminando, eventualmente, le parole in più, così che sarete cosrtretti a scegliere le parole più cariche di significato che possano esprimere il concetto in 140 caratteri.

Il nome "Twitter" deriva dal verbo inglese to tweet che significa "cinguettare", ad indicare la brevità del parlato, tenendo presente che "brevità" non significa "banalità" del dire! Proprio perché si dice qualcosa in breve le parole devono risultare selezionate, dense di significato: tutto un pensiero su qualcosa in una sintesi essenziale di 140 caratteri.

Vi metto alla prova!
Naturalmente potete scrivere più twitter.

mercoledì 7 gennaio 2015

IL PERSONAGGIO STORICO


Caratterizzare un personaggio storico non è semplice, perché non vuol dire solo presentarlo fornendone un ritratto esteriore e qualche indicazione anagrafica.
Per caratterizzare un personaggio storico è necessario conoscere i fatti cui il personaggio si è visto attore delle vicende e studiare le azioni e i comportamenti da lui assunti.

Come fare?

Mediante un accumulo di elementi che potranno emergere dalle vicende stesse; dal giudizio che ne danno altri personaggi; dalle capacità osservate che lo vedono protagonista dei fatti o succube di essi.
 
La caratterizzazione del personaggio storico riguarda non solo gli aspetti fisici: la figura, il volto, l'abbigliamento, ma il carattere e le caratteristiche morali.
L'aspetto psicologico si può individuare analizzando i fatti che fanno emergere il suo carattere.
Il personaggio va collocato nel contesto spazio/tempo e il suo ruolo deve essere individuato con obiettività e valutato per gli aspetti positivi e/o per quelli negativi, senza pregiudizi ideologici.
Il giudizio critico può essere personale o sostenuto dai giudizi espressi dai critici della Storia.

ATTIVITA'
Caratterizza qui i personaggi storici che più ti hanno colpito (max 10 righi per ciascun personaggio).

giovedì 13 novembre 2014

LA LETTERATURA POPOLARE E GIULLARESCA



La letteratura popolare e giullaresca
La letteratura popolare si fonda sull'invenzione, sulla capacità di combinare storie ricche di intreccio e suspense per legare l'attenzione di un pubblico che non è fatto di lettori ma di ascoltatori. Le forme che prende la poesia popolare sono diverse: ballate, cantilene, frottole, cantàri, contrasti etc. I temi sono diversi: l'alba (il commiato degli amanti), la serenata, la malmaritata (il lamento della donna scontenta del marito), la ragazza che chiede alla madre di cercargli un marito etc. Fanno parte della letteratura popolare anche le sacre rappresentazioni promosse dalle confraternite religiose.
Il giullare
Dietro la letteratura popolare, esclusa quella di argomento religioso, vi era il giullare. uomo di una certa cultura che andava in giro a divertire in varia maniera, ora facendo i giocolieri e i buffoni sulle piazze, ora cantando-cioè recitando con accompagnamento musicale-. Un misto dunque di saltimbanco, prestigiatore, poeta popolare che va di luogo in luogo.
Cielo d’Alcamo
Il 1200 ha dato i natali al poeta e drammaturgo Cielo d’Alcamo, uno dei principali esponenti della poesia popolare giullaresca. Il poeta viene anche conosciuto con il nome di Ciullo d’Alcamo; in proposito sono molte le possibili spiegazioni: alcuni sostengono che richiami il vero nome ovvero Vincenzullo e da qui il diminutivo Ciullo, secondo altri il nome deriva da Cheli (diminutivo di Michele) da cui poi sarebbe derivato Celi trasformato in Toscana in Cielo; un’ultima teoria, forse la più logica, fa riferimento al nome spagnolo Marcelo, diventato Chelo, da qui l’italiano Cielo.
Il secondo nome d’Alcamo con molta probabilità richiama la cittadina siciliana della provincia di Trapani, in cui si pensa sia nato, anche se alcuni sostengono che bisogna leggerlo dal Camo piuttosto che d’Alcamo. Che fosse un giullare viene confermato dalle sue opere o per meglio dire dal tono burlesco e dai personaggi delle proprie composizioni; la sua principale opera è il contrasto in 160 settenari Rosa fresca aulentissima, anche se ufficialmente non si sa bene chi abbia scritto tale composizione ma l’accostamento al personaggio di Cielo d’Alcamo riguarda le notizie che sono ricavabili dal contenuto dell’opera.
L’opera è scritta in volgare siciliano ma con evidenti richiami a quello toscano; essa rappresenta un vero e proprio esempio di mimo giullaresco che viene destinato ad essere rappresentato, si tratta infatti di un dialogo realistico tra un amante e una donna che, prima superba, alla fine finisce per cedere alle proposte dell’amato. Come dicevamo l’opera è scritta in volgare siciliano, lo stesso Dante, nel De vulgari eloquentia, riporta la composizione come esempio di siciliano, ma non di siciliano illustre, bensì di una lingua che appare caratterizzata da “quell’espressionismo vernacolare che durerà fino all’età barocca“. Oggi, il richiamo e l’importanza del personaggio nella cittadina trapanese di Alcamo è costituita dalla toponomastica, difatti sia il liceo classico, sia la piazza come anche il teatro comunale portano il suo nome.
 
Il contrasto di Cielo D'Alcamo
Il contrasto era uno dei generi preferiti dai giullari vediamo dunque il contrasto di Cielo D'Alcamo che è il componimento più famoso della nostra poesia popolare.
 
LEGGI  IL CONTRASTO di Cielo D'Alcamo (Versione integrale con parafrasi)
 
ATTIVITA'
Rispondi alle domande:
1) Da quale indicatore si può risalire al tempo della scrittura dell'opera?
2) Il testo appartiene alla tradizione "giullaresca". Che significa?
3) Che tipo di concezione dell'amore hanno i protagonisti?